GANGSTARR – Step In The Arena

GANGSTARR Step In The Arena

Chrisalis 1991
(AL PIETRA MILIARE)

“Step In The Arena”, il secondo album dei Gangstarr, uscito nel 1991, è uno di quei dischi che, nonostante passino gli anni, mantengono il fascino di un vinile solcato per la prima volta dalla puntina del Technics. I Gangstarr devono buona parte della loro notorietà al regista afroamericano Spike Lee il quale, ispirato da un pezzo del primo album di Guru e Dj Premier (intitolato “No More Mr. Nice Guy” e datato 1989), li contattò per incidere una canzone per la colonna sonora di “Mo’ Better Blues”; il brano in questione era “Jazz Thing” e, grazie anche alla partecipazione di Branford Marsalis, fece fare ai nostri eroi il cosiddetto salto di qualità. Le diciotto tracce di “Step In The Arena” sono completamente prodotte da Dj Premier e, anche se non hanno assolutamente nulla a che fare con il sound odierno del buon Chris Martin, suonavano per i tempi in modo veramente impressionante. Il pezzo manifesto di questo album è senza ombra di dubbio “Who’s Gonna Take The Weight” (costruito su di un loop rubato ai JB’s) ma non sono da trascurare anche “Just To Get A Rep” e la bellissima “Lovesick”, che forse rimane uno dei pezzi migliori incisi dai Gangstarr nella loro decennale carriera. I testi di Guru, sempre in bilico tra momentanee prese di coscienza e pura street attitude, fluiscono in modo limpidissimo per non parlare degli scratch di Dj Premier che fungono spesso da collante tra la voce roca di Keith Elam ed i beat creativi e pungenti. Recensendo “Step In The Arena” non voglio affermare che sia l’opera migliore dei Gangstarr (che hanno sempre pubblicato dischi di livello eccelso), ma è stato opportuno fare questa scelta visto che, grazie a questo prodotto (che venne distribuito in maniera adeguata anche in Italia), Guru e Dj Premier sono diventati famosi presso gli ascoltatori di rap di tutto il mondo che al tempo non riuscirono a tirarsi indietro dall’acquistare un album così spesso. Un fatto curioso (comunque non confermato) è che, al momento di rinnovare il contratto per il disco successivo, Guru, scontento dell’offerta fattagli dal titolare della Chrysalis Records, lo ha minacciato puntandogli una pistola alla testa e chiedendo più soldi; un metodo discutibile ma efficace visto che l’anno dopo è uscito “Daily Operation” sempre per la stessa etichetta.

Di Hakeem
AL 37 Giugno 1999

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