Fare l’mc è una cosa seria (parte 1) Rap italiano anni 90

Di Vez
AL 39 Settembre 1999

Istruzioni per l’uso

Sappiate da principio che qui non troverete le informazioni necessarie a fare di voi un buon mc, capace di intrattenere le masse e magari, perché no, di emozionare; non troverete la ricetta per fare di voi il rapper tanto ricercato dal mercato, quanto dalle discografiche, capace di fare soldi con ogni rima vi esca dalla bocca; non troverete nulla di tutto ciò perché, nonostante io non sia un mc, sono certo non esista una formula in grado di trasformare un buon esecutore in un maestro, un paroliere in un autore e via dicendo; forse il talento è la vera discriminante ma chi ci sta a pensare che ʻsei nato con o senzaʼ!

Molti sono gli attributi di un buon mc, ma non ci fermeremo a darvene un elenco presumibilmente incompleto e discutibile, diciamo che anziché discuterne faremo sì che siano gli esempi a parlare per ognuno di noi. Saranno le strofe di ottimi mc, italiani e americani a raccontare e a dimostrare cosa vuol dire scrivere con stile e contenuto, cosa vuol dire intrattenere il pubblico, sarà infine il parere di alcuni di loro a fornire lʼennesima visione dellʼarte dello scrivere. Il tutto sarà diviso in due parti rispettivamente dedicate agli mc nostrani, su questo numero, e il mese prossimo a quelli americani. Ovviamente questo è solo un piccolo campionario, non offendetevi se mancate allʼappello o non troverete i vostri beniamini, cʼè un oceano, là fuori, di rime e non sempre cʼè spazio per tutti. Valga la promessa che ogni mese daremo ancora più spazio ai testi, non solo dʼoltreoceano, nel tentativo di poter rappresentare con efficace tempismo il continuo divenire di questa disciplina. Ricordate che quello che segue è solo una piccola rappresentanza, ma comunque importante, di quanto è stato e sarà fatto. Si tratta di una selezione assolutamente personale che non ha alcun valore di graduatoria/classifica o cose del genere; semmai è un invito a riscoprire alcuni brani e ad andare a riascoltarli poiché molto del valore di quanto riportato sta anche nellʼinterpretazione… Già, un buon mc è anche fiato, timbro, flow e chi sa quantʼaltro???

Ingredienti (Strettamente in ordine alfabetico)

BASSI MAESTRO / “A Male” / “Foto Di Gruppo” / BASSI MAESTRO 1998
Analizzo gli stati nei quali mi riduco/ risucchio midolli come con un osso buco/  conduco trasmissioni scarne scenograficamente povere/ ma tanto ricche di contenuti che ormai la polvere/ lascia spazio se intraprendo il mio viaggio/ sono un povero pazzo che sta scaricando tensioni da scazzo/ lascivo quando trascuro/ negativo quando mi sento creativo e faccio il cretino/ non venitemi a dire cosa né dove e quando né chi né come/ fidatevi del mio cognome/  la situazione peggiora con gli anni/  le sfighe crescono addosso come i primi capelli bianchi/ ventiquattr’anni e senza meta/ vivo per scrivere la cronistoria di un biz che ho fondato con Zeta/ sul mio pianeta come i Lirici testo metodi/ che basta crederci ed assurgono a rimedi empirici/ come i peggio chimici ho le peggio formule/ per distruggerti o farti risorgere/ cenere alla cenere tutto bene fino a quando va tutto bene/ ma quando mai va tutto bene/

DANNO / “Il Cielo Su Roma” / “Scienza Doppia H” / COLLE DER FOMENTO 1999
Esco di casa e ci sto dentro la mia città grande quanto grande il mondo/ a volte mi ci perdo non la conosco fino in fondo/ eppure so quanto Roma capoccia è splendida al tramonto per molti un vanto/ riflessa nello specchio dei negozi persa in mille vizi/ troppi pezzi troppi palazzi/ mille facce mille storie mille volti hai giurato/ ma alla fine poi ti scordi qualcuno te lo scordi/ se lo perde per la strada ma Roma se ne frega/ in cambio dalla notte che ti invita/ fredda che quel freddo ti rimane/ a volte così calda che quel freddo te lo fa scordare/ così viziata e vissuta nello stesso tempo/ insegna quante volte ch’hai da esse svelto/ troppe volte ha visto l’amore fasse rosso su una lama de cortello/ ma dimme quante volte hai visto il cielo sopra Roma e hai detto quant’è bello/ viettelo a vedè dall’alto scavalca il muro al Foro e viemme accanto/ eccola e stasera non farà la stupida darà le mejo stelle la mejo luna che me illumina/

DEDA / “Lo Straniero” / “SXM” / SANGUE MISTO 1994
Non parlate allo straniero e lo guardate male/ e ogni singolo secondo la tensione sale/ è Sanguemisto e non rispetta più il confine/ viene da dove era stato cacciato fuori come un cane/ e ora non ci sto non ci credo e non ne voglio più/ solo disprezzo per lo stato e le divise blu/ schivo come Neffa a zero grado di fiducia/ quando la terra brucia/ è allarme rosso per le strade non sei più al sicuro/ tu stavi chiuso in casa ed è crollato il muro/ quindi adesso è tutto pronto per lo scontro/ con chi viene da fuori e non ci sta più dentro/ quello che mi han dato da quando sono nato l’ho pagato/ e ho visto ogni due anni una strage di stato/ è un rompicapo ma dubbi sui mandanti non ne ho/ sono lo straniero e questo è quel che so/

DJ GRUFF / “Versi Di Passione” / “Zero Stress” / DJ GRUFF 1996
Tu guardi me io guardo te un ballo virtuale tipo check/ guardandoti vedo il sole/  pensa se mi vuole mi chiedo/ gustando già il sapore delle sue labbra a mo’ di cuore/  quanto sei bona sei la mia ballerina/ sei la migliore rima l’immagine perfetta alla mattina/  e se ti metti così io ti faccio così/  e se ti piace così vai così/  si capisce dal respiro/ che suona meglio di un fagotto/ la melodia mi canta e come un cobra resto dritto/  solo per te viaggio con  te/  so di te t’amo più di quel che immagini te/  è una chitarra vagabonda come Romeo che suona nella notte per l’amore mio/  love amore amour pronta per il tour/ per la fantasia vi ho il passpartout/ ma ora massaggiami la balla con cura/  finché quella faccenda si fa dura/ e vuole entrare dentro la fessura paiura/ mi fa salire la temperatura/ mi droghi tutti i sensi mi pensi/ ma quanto mi pensi/ resta nei miei versi che poi ci si ritrova a dondolarsi/ su giù spingo io spingi tu/ e vai a star bene su sto’ funky groove/

DJ LUGI / “Funktastici Mcʼs” / “MASTER FREEZ” / MASTER FREEZ 1999
Pump it up homeboy con noi/ tutte le feste resto coi tuoi/ entra in psichi funky ignote a Freud/ cosmico come in Tabloid/ sono mutoid sul do-re-mi-fa/elevo in alto il dono del blabla/ sup’a su beat nu baba/ voi farete i ladroni io AliBaba/ seguitemi al Sesamo il mio club/ verranno anche le formiche della Bud/ e TaTaRa già si sa/ non esisterà chiappa sul sofà/ Dj scuoti i fly case/ colma la pista coi mix e i long playing/ della Dancehall fanne Soul Train/ incolla al max il tuo gain/ sfido John Wayne stile afro/  rendo micro macro apro/ giochi senza frontiere per balere/ o sere in magiche sfere/ col rap raccolgo ad ogni rigo/  un bravo in più di Don Rodrigo/  ed è Bingoo col mio vademecum/  bella stò As salamalaiku/

ESA / “Play Your Position” / “Dalla Sede” / OTIERRE 1997
Vivo un’Odissea per strada/ confidando poco nella Dea bendata/ spinto da una sensazione più che da un’idea sensata/ nullatenente causo interferenze/ ho la ricetta che alletta più gente/ l’investimento che rende/ l’ingrediente/ l’ingranaggio/ son di passaggio/ non posso accontentarmi di un assaggio/ cammino scalzo/ cerco il mio spazio/ coltivo dove tutti han detto che non cresce un cazzo/ l’itinerario non mi è chiaro miro a raggiungere una meta/ la verità non è su ‘sto pianeta e ciò mi inquieta/ per quanto alta sia la posta ‘sta roba è nostra/ al mic l’Italia la Belgique and we don’t stop/ questo è per chi crede che si possa camminare a testa alta senza vertebre/ produci liquido più denso/ feconda l’universo/ stai certo nessuno potrà darti per disperso/

FEDE / “Family & Business” / “Foto Di Gruppo” / BASSI MAESTRO 1998
Sto giocando ad un gioco perverso e violento/ che mio padre e mia madre lo capiscono a stento/  ma è quello che ho dentro e me lo vivo così/  sono un poeta maledetto che ha studiato da mc/ come spiegare le regole di un gioco che continua a cambiare/ che pure chi gioca non sa di giocare/ c’è chi invece non gioca e te le vuole insegnare/  vi voglio avvertire/  sto mondo fa schifo e non ti aspetta un minuto/  chi ha capito è partito il resto fa il tifo/ io se fossi restato a volte vorrei/ adesso avrei più tempo da passare coi miei/  sarei cresciuto calmo in un mare di bene/ e invece sono qui con lo stomaco a puttane/  a chiedermi se è giusto ciò che faccio e se faccio abbastanza/ e soprattutto se potrei far senza/ ma fra dieci anni ne avrò più di trenta e ciò mi spaventa/  volgio dare un senso a questa mia esistenza/  quindi voglio per allora avere in mano qualcosa/ portargliela a i miei potergli chiedere scusa/

KAOS / ”Cose Preziose” / “Novecinquanta” / FRITZ DA CAT 1999
Così combatto per me stesso adesso ho un obiettivo/ sopravvivo aspetto il passo successivo è attratto/ dalla concreta presenza di una visione/ la cui espressione è l’insieme di quattro discipline/ voci lontane che ascolto rivolte in alto attendo/ che ogni quesito sia risolto vedrò il tuo volto/ ricorderò ogni frase in ogni sguardo mistico/ perché se vivo ancora è solo tempo in prestito/ sono dettagli talvolta abbagli a volte/  tagli sopra i polsi affermano che sono sbagli/ passi falsi fatti in luoghi silenziosi sono/ le nostre anime unite come in simbiosi/ occhi chiusi scegli la giusta direzione/ qualcosa sopravvive anche se a rischio di estinzione/ so bene che il mio debito è immenso lacrime spese/ cercando un senso cose preziose/

LEFT SIDE / “Bring It On” / “Micragnious Ep” / SANO BUSINESS
Esaudisco ogni richiesta per ogni domanda ho una risposta/ come la volta scorsa rappresento in carne ed ossa/ tornato per concludere l’avvio di un incantesimo/ ricordi sono il genio del microfono sono rinato e questo è il mio Battesimo non lo diresti/ ma che fine avevo fatto vi sarete chiesti/ non cambio come cambia il vento sono sempre lo stesso/ se ti volti per guardare indietro vedi il mio riflesso/ ho una visuale larga oltre l’orizzonte arriva/ proietto le mie rime in prospettiva/ la mia angolatura è più di 360° quindi/ chiamami se vuoi star bene ai party/ secondo il punto di vista di alcuni medici/ sono benefico perché possiedo molti stili balsamici/ sono salubre come il clima che respiri quando sto sul palco/ e quando la puntina incontra il solco/ cavalco il beat infuria manifestando rime in Ira/ sofisticate come la Lussuria/ Superba ingiuria per chi è pieno d’Invidia/ per chi ha l’anima meschina chi opera Accidia/  per chi si lascia andare di Gola può saziarsi del mio flow/ per come so viziarti puoi chiamarmi John Doe/  questo è per chi sa come scrivo/  per chi mi ha già visto dal vivo/  per chi conosce il mio steelo/

MAHORY B / “Mi Chiedo Perché” / “Anima E Corpo” / A.T.P.C. 1998
Prende forma lo scenario al buio di una stanza che…/  immobile riflette su di me mille perché/ come un tumore in testa avanza una domanda senza risposta/ preme la mente stretta come da una morsa/ seguo una corsa spendo ogni mia risorsa e che possa/ la forza tenere nelle ossa/ scalzo corro sull’asfalto/ mentre compongo nuove rime assalto un nuovo palco/ mi esalto/ guardo in alto/ ma quando scendo rifletto mi siedo e  mi chiedo/ che onori ho avuto in cambio/ soldi fama o successo non penso/ ho fatto questo per amore verso un’arte e in me stesso/ ma adesso mi chiedo perché resto mani nelle mani/ e al buio maledico mille sbattimenti vani/ guardo il domani risulto trionfante/ nei confronti di chi gioca solo per il contante/ a nastro/ degno di essere rimasto/ fedele al mio pensiero fino in fondo come Fidel Castro/

MEDDA / “La Roulette” / “Scena Vera” / GOEDI E MEDDA 1999
La situazione scende sempre di più non s’arresta/ senza siesta innesca dinamite in testa/ ed è dolore vero Bro non c’è respiro/ il giorno si fa notte dentro un film in bianco e nero/ sfuocano obbiettivi visivi visioni/ fuoco nei neuroni allucinazioni/ niente cambia e tutto può mutare/ vivere anche un solo attimo di pace ora è vitale/si stringono i cerchi e vedi chi ama e chi lama/ chi gode e chi trema chi sputa in faccia e chi alla schiena/ eh Bro scatena reazioni a… catena/ vado giù io le mie cose e la mia casa/ non è una favola è il vero Tony vivi/ situazioni momenti troppo tesi/ silenzio che qua va in crescere ma/ preparo la rivincita Bro per quando sarà/

NEFFA / “Solo Fumo” / “107 Elementi” / NEFFA 1998
Sale il flash cazz’è  no relax per Isnef/ quel che resta mo’ è fumo no ganesh va da sé/ zero bonci per Juvanji saudade grandi/ i nervi saltano via come il bunjee/ mangi polvere il vento nella faccia/ non puoi dissolvere lo scenario che straccia/ spaccia realtà riflessa stressa/ corazon y cabeza la nube un tot spessa mi vessa/ quaggiù la notte mo’ scassa/ non si vede più a un che si passa/ cane mangia cane sangue chiama sangue/ fotta non ci estingue l’energia non finge/ no motherfucker bella Polo & Sha-one/ Mello go crazy big things a-gwon/ tifitaf  Dj Gruff spinto col sound/ Snef e Mdee col payback come James Brown/

SHA-ONE  / “Odissea” / “Quarantunesimo Parallelo” / LA FAMIGLIA 1998
L’onda sulla sponda fa schiuma/ si sfuma/ è inutile buttare acqua sul fuoco come a Cuma/ sole è oro e argento è luna/ e il Vesuvio sulla costa fuma/ e il vento porta zolfo e aroma/ il golfo ispira il poema di una sirena/ protagonista di questa Odissea/ mi diede le note come dote/ con gli occhi come la notte/ pelle come latte/ mare come letto/ ti canto questo sonetto che tratta di un ritratto fatto ad una dea/ mi devi credere/ Partenope è più bella di Venere/ e se è una bugia bruciatemi perché niente è più fertile della cenere/ non muore questa etnia e questo gene/ e quello che mi scorre nelle vene/ e se poi muoio/ si mischia terra e sangue/ come il posto dal quale provengo/ dove si miscela il magma con il fango/ e quello che abbiamo è il rango/ e se non lo vedi scava/ tesori nel cuore come le stive sotto le navi se vuoi capire Napoli eccoti le chiavi in mano e se entri/ è inferno e paradiso sacro e profano lotta tra Abele e Caino/ chi fa i voti ai santi e chi domanda alla Sibilla sorte e destino/ cultura greco-latina nella confusione tra fasti e fatti nefasti/ questa gente mista/ esalta gesta pasta casta e dinastia/ filosofia e poesia/ basta un’idea/ e Napoli distrugge e crea/

SPEAKER DEEMO / “Sfida Il Buio”
Dove la voce non ha peso e si perde/ la gente si è spenta e ha paura se si vede riflessa/ quando prende in mano la pistola la spada non sente/ va via con la testa/ nell’oscurità strade di questa città farsa/ la rabbia non basta più/ e tu vai cercando un senso un posto tuo/ non un ghetto stile diverso/ sfida il buio porte chiuse in faccia/ cosa fai se non hai più la certezza/ del come del dove del quando sai soltanto che non fa per te strisciare nel fango/ studia la chiave d’accesso il calibro giusto/ sfonda dove non ti è concesso/ lascia il tuo segno tieniti svegli/o attento al buio/ un solo passo falso hai chiuso/ e siamo qui noi siamo la sfida noi/ che bombardiamo di sogni la zona proibita dell’ombra/ uniti siamo una potenza ricordi/ e ciò che non ci distrugge ci rende più forti lo sai/ quando ormai davi tutto per perso hai scoperto di non esser solo/ noi contro di loro di nuovo noi e il conto aperto sta a noi/ chiamala vendetta se vuoi sfida il buio/

TORMENTO / “Stando Alle Regole” / “Sotto Lo Stesso Effetto” / SOTTOTONO 1999
E adesso posso fare realmente un piano di come andrà/ ogni sfiga riduce le possibilità/ se poi ogni volta che c’è una cosa da fare/ devo stare a spiegare cosa mi ha spinto a cambiare/ ho iniziato a vedere ho smesso di guardare/ ho smesso di sentire ed ho iniziato ad ascoltare/ se non proseguo altro che se non perdo un metro/ la corrente mi trascina indietro/ il mondo non ti aspetta e la cosa peggiore è che/ per girare non ha bisogno di te/ bisogna controllare i propri affari/ è dai traguardi raggiunti che la gente sa quanto vali/ tieni le mani sui soldi/ ma guarda che non siano bucate/ o fisso andranno persi in cazzate/ solo chi prova è consapevole/ e il difficile è farlo stando alle regole/

 

Lo chef consiglia

Dj Lugi:

FareMC Lugi“Il modo in cui io scrivo è dettato naturalmente, in maniera diretta o di riflesso, da quello che vivo. La mia più grande scoperta è stata quando ho capito che potevo utilizzare l’italiano come lingua per rappare, il vero punto di svolta era quello di poter usare un’altra fonte a cui attingere per esprimermi: la cultura italiana. Sono convinto che sia il contenuto che lo stile debbano viaggiare di pari passo, in equilibrio tra loro. Cerco di dare sempre particolare spessore  e profondità a quello che dico senza pero rinunciare alla ritmicità delle parole; come una nota, una sonata di pianoforte può trasmettere emozioni, allo stesso modo le parole che uso sia per la loro cadenza che il loro significato devono ricreare particolari situazioni in chi le ascolta.

In quella che potremmo definire come la mia crescita di mc è sempre stato fondamentale saper guardare dentro di me per poter riconoscere quali erano esattamente le mie corde, quale era lo stile che la natura mi aveva donato, insomma riuscire a scoprire la mia unicità attraverso una forma che poi diventasse personale ed identificativa di me stesso. Ho dovuto lavorare molto per affinare tutto questo e non poco mi hanno influenzato le persone che ho avuto vicino; è sempre stato uno scambio continuo tra me e la scena stessa che frequentavo e frequento. Man mano che lavoravo, che apprendevo cercavo di selezionare al meglio le parole italiane in grado di avere un particolare suono, che insomma suonavano meglio all’orecchio, in modo da sviluppare così nuovi e continui incastri tra loro. Tutto questo sempre rispettandone la cadenza e la sonorità senza insomma forzarle, magari come sento in molti casi modificandone gli accenti. C’è un tale ritmo anche nel parlare, guarda come molta gente parlando casualmente su una base riesce a innescare una tale musicalità da sembrare un mc, uno che rappa.

È una questione molto spesso di naturalezza del linguaggio. Partendo dalla profonda esigenza di dover e voler far sapere alla gente come la penso, quello che penso, non c’è gioia più grande di veder poi recepito quello che ho appena detto. Forse questa voglia di condividere nasce proprio dal fatto di essere o sentirsi sempre in pochi a fare un qualcosa, nel nostro caso a seguire l’Hip Hop, la gioia è ancora più grande quando ti sembra di essere capito. È importante non arrivare mai a dover fingere di essere qualcun altro, non dire mai cose che non ti appartengono solamente perché qualcun altro le dice, bisogna restare se stessi e raccontare di se stessi, questa è la grande forza di questo modo di comunicare.

La comunicazione così risulta del tutto naturale e spontanea, rispettosa di quello stile naturale che ognuno di noi ha sin dalla nascita, perché gli è innato, e che rappresenta l’ego di ogni persona… già perché non può esistere che questa forma di egoismo nello scrivere: lo scrivere di sé. Il fatto poi di dover scrivere dei testi mi ha anche aiutato a superare un non abitudine che avevo: quella di comunicare con la scrittura. Ora scrivo sapendo già che quello che faccio è fatto per far ballare, stare sopra una musica, farà pensare ed emozionare qualcuno e non solo per il suo significato ma in tutta la sua completezza, la sua interpretazione e musicalità.”

Neffa:

FareMC Neffa“Ritengo che un buon mc debba fare la differenza soprattutto nella forma, io almeno cerco di fare ciò. Quando scrivo qualcosa che deve avere un certo impatto, tanto per evitare di dire testo con un contenuto, cerco di essere un pittore. In fondo poi lo scrivere non è altro che dipingere un quadro con la fantasia di chi legge, o ascolta, nel senso che tu dai un tracciato e chi poi leggerà a seconda del suo modo di essere, della sua provenienza culturale e sociale, poi si immaginerà un quadro. Io ragiono in questi termini e quando vado alla ricerca di un soggetto per il mio quadro cerco sempre di evitare il primo che mi viene in mente. Pensa che lo stesso Eduardo (De Filippo, ndr) criticava spesso gli attori che si presentavano sul palco con le cosiddette carrette, ovvero con quelle battute facili e populiste in grado di suscitare immediatamente l’ilarità del vasto pubblico, questo infatti non soddisfaceva mai chi invece era alla ricerca di qualcosa di nuovo e più ricercato, che insomma non suonasse già sentito. Ecco io muovo questa stessa critica nei confronti di buona parte degli mc italiani.

Quando andava di moda essere nevrotico, stressato ho visto gente completamente diversa cercare di fare quello che, ma si sentiva, si vedeva che era tutto falso. Anche per le canne, io capisco che tu ti fumi la tua canna, ma se vuoi raccontarmi qualcosa devi farmi sentire cosa provi, devi dire… dare emozioni. Ho sempre detto che in una scena dove ormai molti sono in grado di fare metriche sagaci, troppi si sforzano di scrivere delle cose che non sentono, come se dovessero mantenere una certa immagine, come chi si dà un tono. Sono convinto ci sia più letteratura nella naturalezza persino ridicola e/o farsaiola che nell’impomatamento di una coscienza virtuale senza voler dire che non la si possiede ma che sicuramente non si riesce a rendere. Intendendo per coscienza virtuale non la scrittura impegnata ma la profondità dell’essere. Ad esempio a costo di sembrare spocchioso posso solo dirti che per comprendere meglio puoi ascoltare per esempio il ritornello di “Strategie Dell’Universo” oppure le strofe mie e di Deda di “SoloFumo”.

Ecco lì troverai cose dette forse non nella maniera più immediata e comprensibile ma sicuramente con profondità e sentimento. Non è un caso poi che anche sui testi dei Sangue Misto un gruppo di sociologi di Bologna abbia fatto una tesi. Sicuramente c’è tutta una parte di naturalezza nella scrittura disimpegnata, quella da party rap per intenderci o del rapper che vanta il suo stile, così come nei freestyle spesso trovi intonazioni e intuizioni impossibili da coniugare con lo scrivere. Allo stesso modo il testo più “spesso” frequentemente esclude una metrica sagace. Prendi ad esempio “107 Elementi”, sia io che Deda ci siamo tirati uno “straculo” per imbastire i testi di quell’album. Certe volte ti verrebbe di mettere la parola più scontata ma… sai credo che in definitiva ci vorrebbe un po’ più di autocensura da parte degli stessi mc… quando ti viene il termine più scontato dovresti avere la forza di rimandarlo indietro e cercarne di nuovi, di migliori.”

Tormento:

FareMC Tormento“La cosa in particolare che è successa a me è stata quella di iniziare in giovane età, rendendomi conto poi di quanto ero e sono cresciuto con il passare del tempo. Quando riguardo ai miei vecchi testi mi rendo conto di come fosse minima la cognizione delle cose, la crescita è avvenuta quando sono cominciate a crescere le cose intorno a me. Una mia peculiarità è sempre stata quella di trovare nuovi spunti dagli mc che ho avuto intorno, da lì nasce l’esigenza di circondarmi sempre di nuovi personaggi, così come per la mia etichetta, la ricerca nasce anche da questo tipo di stimolo, di necessità. Per me è una continua ricerca, spesso per poter fare tutto quello che voglio, creo degli altereghi, come ad esempio il caso di Yoshi Torenaga, così posso dividere le mie attitudine con ognuno di loro… se voglio occuparmi dei bridge cantati, dei freestyle e così via.

La sfida più grossa del terzo disco è stata quella di affrontare i testi cosiddetti party, prendi ad esempio un brano come “Whoo!!, Whoo!!” tutto parte dalla necessità di voler spiegare che il mio esistere (essere al mondo) è tale per la gente che mi circonda, per le cose che faccio; ho cercato di utilizzare metriche e strutture classiche dei pezzi da ballare, più veloci e leggeri, per comunicare invece contenuti più spessi, quasi filosofici.

Cerco di unire due cose tra loro distanti come il freestyle, fatto di metriche a volte fini a se stesse, e il testo di un brano che invece tende a caratterizzarsi di più per il contenuto, il tentativo è quello di unirli in un’unica cosa. Anche leggendo i testi dei rapper americani mi sono accorto di questa esigenza e possibilità. Questo è stato un vero input, consiglio a tutti di cercare sempre di più di capire i testi americani, leggendo The Source o le altre riviste, seguendo le interviste… io ho imparato così a capire sempre di più. Il continuo creare immagini tra loro concatenate in grado di emozionare è il punto di arrivo che mi sono prefissato. Sto cercando continuamente stimolo nella vita reale, quella che poi mi ritrovo a vivere ogni giorno, come i casini con l’etichetta che spesso mi assorbono intere giornate; è dalla mia vita che traggo i contenuti dei miei testi, leggere per esempio è stato un continuo rinnovare le mie prospettive, le mie direzioni i miei interessi.

Pensa che questo mi ha aiutato anche nell’affrontare continue interviste dove cercare di spiegare i concetti alla base del mio mestiere e del mio credere… se non avessi imparato a farlo io nessuno l’avrebbe fatto per me. Parlo delle radio, dei concerti, delle riviste, il mio desiderio è diventato quello di voler e dover comunicare con più persone possibile. Ora poi sono stimolato dallo scrivere per i pezzi R&B, voglio esplorare il cantato come formula di comunicazione. E sempre per quanto riguarda il mondo del canto, il consiglio che posso dare a tutti è quello di studiare la propria voce, la respirazione come fa un cantante, otterrete rese migliori, anche perché prima o poi potreste avere problemi alla gola come quelli di un vero cantante. Per tornare comunque alla questione scrittura, credo che un grosso problema sia la mancanza di stimoli, il fatto di non avere quasi mai l’interesse di conoscere qualcosa di nuovo e/o comprenderne il significato. Non è una questione di cultura o di ignoranza, ma di voglia di comunicare oltre ad avere la necessità di dire qualcosa.”

Non resta quindi che augurarvi buon appetito.

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