TUPAC SHAKUR > AMBIZIONI DI UN GIOCATORE

Di Paola “ZKR” Zukar
AL 19 Ottobre – Novembre 1996

2pac Aelle 2

È molto difficile scrivere un’introduzione che possa spiegare un personaggio così, il suo significato all’interno della cultura Hip Hop e la sua terribile perdita: tutto è già stato scritto e detto di lui, ogni bene possibile e ogni malvagità che potrebbe aver commesso. I media americani ce l’hanno messa tutta per non perderlo di vista un attimo e appena Tupac diceva una parola, compiva un gesto non conforme alle regole era subito copertina con titoloni ‘L’incubo dell’America’, ‘Vita da delinquente’, e così via. Il fatto è che più si parla di qualcosa, in qualsiasi modo lo si faccia, più questo qualcosa interessa l’opinione pubblica fino alla morbosità. Dal suo triste passato fatto di stenti e di famiglie sfasciate, passando attraverso alla condanna a quattro anni di prigione per violenza carnale, fino ad arrivare all’agguato di New York quando uscì miracolosamente illeso da una terribile sparatoria, Tupac è sempre stato un uomo fuori da ogni possibile schema. È stato ricco come il mare, andava in giro ricoperto d’oro come Zsa Zsa Gabor, era uno degli attori più richiesti, grazie al suo talento naturale e alla sua capacità di interpretare ruoli particolarmente drammatici, era il rapper che aveva venduto montagne di dischi, ma che, soprattutto, aveva bene impresso in testa il motivo per cui la sua vita ha potuto prendere questa incredibile svolta: “Il successo ed il potere sono due delle parole più importanti nella vita contemporanea, senza queste due componenti non si è nulla. È triste ma innegabile.” Si potrà anche obiettare su questo suo punto di vista, ma aspettate di conoscere la sua versione e poi discutiamone. “Solo Dio mi può giudicare,” è la frase che Tupac pronunciava più spesso, “nessun uomo è degno e pulito abbastanza per giudicarmi, staremo a vedere quando sarà la mia ora”. Tupac Shakur è stato nuovamente vittima di un agguato che gli è costato la vita, e quando leggerete quest’articolo, probabilmente la storia dell’Hip Hop sarà decisamente cambiata. Nel frattempo, il suo ultimo lavoro “All Eyez On Me” continua a mietere dischi di platino e ora più che mai il titolo dell’album si rivela profetico. Tupac non ha mai avuto un rapporto troppo facile con la vita, ma è certo che, ancora una volta, ha mantenuto intatto il principio fondamentale della sua esistenza, principio che da ormai cinque anni portava orgogliosamente tatuato sul ventre: “Thug Life”, vita da farabutto. Per sempre…

Come prima volta in Italia direi che non te la passi male… salti da un party all’altro, da uno stilista di moda all’altro, ti piace davvero questo tipo di vita?
“Eh sì, qui me la sto spassando, mi stanno viziando.”

Prima di tutto vorrei sapere un pochino degli enormi cambiamenti che hanno coinvolto la Death Row, perchè credo che la tua etichetta sia sempre stata per te più di un ufficio e uno studio di produzione…
“Vuoi sapere che cosa cambierà dopo… dopo… la dipartita di Dre? Oh, non c’è nessun problema, siamo arrivati a cinque milioni di copie vendute, capisci? Facciamo ciò che dovremmo fare, non ci fermiamo.”

E tu adesso partecipi anche al lavoro esecutivo con Suge?
“Io ho collaborato a livello manageriale già dal prino giorno. L’ho sempre fatto. Non sono mai stato un discepolo, ma un leader.”

Vorresti cambiare qualcosa all’interno della Death Row?
“Direi di no. Perché cambiare qualcosa se così come siamo abbiamo un successo ineguagliabile? Siamo la ditta nera che ha avuto più successo nel nostro paese e forse nel mondo. Perché aggiustarla, se non è rotta? Giusto? 

Giusto. Una delle cose che sicuramente colpiscono di più del tuo aspetto, è il modo in cui hai dipinto il tuo corpo; i tatuaggi ti rendono più simile ad un libro che ad un uomo. Le immagini, le parole, i simboli che porti sul corpo li metti anche volentieri in evidenza: sulla copertina del tuo ultimo cd, ti si vede a 360 gradi… Forse alcune cose che hai scritto permanentemente, tipo ‘outlaw’ (fuorilegge), cambieranno con il passare del tempo…
“Quando avrò 99 anni e starò seduto da qualche parte con un gruppo di 99enni, voglio avere outlaw ancora tatuato sul braccio, perché così saprò come ho vissuto fino ad allora. Tutte le persone che rifiutano i tatuaggi, vogliono scappare dai loro ricordi. I ricordi non sono altro che tatuaggi permanenti stampati nel cervello. Non conta quanto si fuma, quanto si beve e che cosa si fa con la propria vita… i tuoi ricordi rimarranno lì, per sempre. La gente oggi sta diventando così fredda, dimentica tutto troppo facilmente, ma io voglio ricordarmi di tutto, i miei tatuaggi staranno sempre sulla mia pelle: voglio ricordare ogni battaglia, ogni ferita, ogni revolverata, ogni momento piacevole, ogni momento spiacevole, ogni sorriso ed ogni lacrima. Ecco cosa rappresenta ognuno di questi tatuaggi.”

Uno dei video più belli degli ultimi tempi è stato il tuo “Temptations”, il video in cui Coolio e Ice T sono due portieri di un albergo dove decine di rapper di mezza America danno la loro definizione di “tentazione”… tu all’epoca eri ancora in prigione e quindi non sei presente in nessuna scena. Hai avuto comunque modo di prendere parte al progetto?
“Certo. La storia l’ho scritta io. Mentre ero in galera.”

In quel video c’erano decine di artisti, da Salt ‘n Pepa a Warren G, da Isaac Hayes a Treach dei Naughty By Nature; sul tuo ultimo lavoro, inoltre ci sono qualcosa come venti guests, venti rapper che portano il loro stile da tutti gli Stati Uniti e che dimostrano il loro affetto per te, sul primo album che pubblichi dopo gli anni di prigione. Ci sono Method Man, Snoop, Dramacydal, Redman e altri ancora… non è facile vedere una cosa del genere…
“Fa parte del mio stato mentale militare. Mi piace avere degli alleati; gli alleati sono importanti per vincere le guerre, per far funzionare un governo, per formare una corporazione. Per far andare avanti un business, hai bisogno di alleati, non di amici. Vedi, gli amici vanno e vengono, mentre gli alleati ti aiutano a raggiungere uno scopo comune. La differenza fra il successo e il fallimento? Un buon alleato. Durante tutta la mia carriera ho cercato di fare favori a chi lavorava con me e negli ultimi venti mesi, è arrivato il mio turno. Ora tocca a me raccogliere i favori ed è stato come uno show del potere. Ho mostrato il mio potere.”

Che tipo di caratteristiche deve avere qualcuno per essere un tuo fedele alleato?
“I miei nemici sono i tuoi nemici, io sto dalla tua parte, tu stai dalla mia, la mia lotta è la tua lotta. Gli alleati sono meglio degli amici”.

In effetti anche “Me Against The World” rappresentava un po’ questo principio, vero? Voglio dire, con “All Eyez On Me” il concetto è decisamente ribadito…
“’Me Against The World’ era un titolo perfetto! Perfetto! I titoli dei miei album mostrano esattamente che cosa mi succede in un determinato periodo, le difficoltà e le gioie che attraverso. In effetti, sono più delle profezie che dei titoli; ho scritto “Me Against The World” due anni prima che mi sparassero, prima che andassi in galera e i miei testi dicevano proprio che sarei andato in galera e che qualcuno mi voleva morto. Ho scritto “All Eyez On Me” appena sono uscito di galera e parlavo proprio del successo che avrei avuto e dei confini che avrei oltrepassato. I miei album sono scritti per il futuro, sono dei piani, dei progetti e i titoli rappresentano ciò che mi accadrà in futuro. Infatti, guarda adesso… ho ‘tutti gli occhi su di me’, perfino in Italia. Cinque milioni di copie vendute, ho venduto più album che chiunque alla Death Row, ho pubblicato il doppio cd rap che ha avuto più successo e che ha venduto più di tutti, capisci? ‘All eyes on me’…  Quando voglio che qualcuno compri il mio album, voglio che la gente senta dentro da dove vengo io e voglio anche che il titolo del mio lavoro, rappresenti precisamente queste sensazioni, non vorrei che fosse qualcosa del tipo… ‘Tupac!’ o ‘Three’…

Questo però è il lato positivo di avere tutti gli occhi su di sè, voglio dire che a parte i milioni di copie vendute e i fans, ci sono altri che sono intenzionati a tenerti sotto stretto controllo e a non mollarti mai. I media, i critici, e anche la polizia, la magistratura, i nemici… Senti veramente la presenza costante di questi sguardi?
“Sì, perché sono un tipo divertente da guardare. (Ride). La parte buona è che mi posso vantare parecchio, posso esaltarmi per tutte le cose che ho fatto, gli album che ho venduto, ecc. ma la parte brutta è che porto i segni di ogni lotta che ho dovuto fare per arrivare fino a qui, un segno per ogni porta che ho dovuto sfondare, per ogni segno porto una cicatrice. Sai, c’è anche molto dolore.”

Hai paura di cambiare andando avanti negli anni? Temi che i tuoi fans non si riconoscano più in te se cambiassi stile?
“Io mi sento intoccabile. Sento che i miei fans non potrebbero mai dettare il tipo di stile da seguire, non possono proprio dirmi come devo essere. I neri non possono dirmi come sono, gli ascoltatori di rap non possono dirmi come sono… non me la sento di arrivare a dire, come Krs-One, ‘Io sono l’Hip Hop’, ma di sicuro nessuno nell’Hip Hop può dirmi che cos’è l’Hip hop; se io vendo cinque milioni di copie e gli altri messi assieme non riescono neppure a sfiorarmi, nessuno mi può dire un c***o su come deve essere l’Hip Hop. Ecco perché quando Hammer ha venduto nove milioni di dischi, era lui il miglior rapper del mondo, nessuno gli poteva dire un c***o; in questo mondo sono le cifre che decidono, in un mondo immaginario dove si è tutti amici e si gioca insieme nel quartiere è un altra cosa, ma nel mondo reale il fondamento è: “soldi”! I soldi sono il potere, se vogliamo essere uomini di potere, se vogliamo avere una libertà economica, se non vogliamo essere schiavi, i soldi rappresentano il potere. Quindi il re è la persona che vende più dischi di tutti… io vendo cinque milioni di dischi? Questo è l’Hip Hop. Perché l’Hip Hop dovrebbe essere qualcosa che raggiunge ogni persona in ogni angolo del mondo, giusto? Dunque, la mia roba fa in modo che tutti comprino il mio disco, questo è Hip Hop, come può essere qualcos’altro?

striscia 2pac

Parlando di ‘potere’, mi pare che ultimamente tu ne abbia accumulato parecchio e si vede anche dalle persone che frequenti: Mike Tyson è lo sportivo che guadagna più di chiunque altro nel mondo, mi pare, e ho visto che tu vai spesso in giro con lui e…
“No, noi andiamo in giro insieme, io non vado in giro con nessuno.”

Nel senso che vi si vede comunque spesso insieme, tu, Iron Mike e Suge Knight. E tutto il potere economico che vi circonda non lo nascondete per niente. Ora, visto che una delle cose più difficili da fare, quando si accumula un sacco di soldi e potere, è il mantenimento degli stessi, come pensi di affrontare il futuro? Con quali propositi?
“Chiunque desideri avere potere, ha bisogno di studiarlo. Ecco quello che ho fatto e che faccio tuttora, studio. Studio il potere, perché so che domani potrebbe essersene andato. Ma se lo perdessi davvero, i miei dischi parlerebbe da sé, parlerebbero ancora. Ho passato momenti che nessuno ha mai nemmeno sfiorato, difficoltà inimmaginabili… so che potrebbe essere finita domani per me, ma questo è un divertimento, è solo un divertimento per me; io sono il tipo di persona che adora vivere e per quanto possa durare, per me la vita sarà sempre bellissima.”

Sul tuo ultimo lavoro hai 27 tracce, dove hai preso il tempo per scrivere?
“Le ho scritte tutte nello studio di registrazione, ne scrivevo tre al giorno. Io adoro dei produttori che abbiano la febbre per le basi, che non si fermino mai di darmi basi nuove, io le ascolto, penso ad una probabile canzone, butto giù un po’ di rime, scrivo un freestyle, vado al secondo verso e comincio a rappare, se mi piace vado avanti così e costruisco il ritornello, poi vado ad lib e chiudo. Allora, mi siedo, la ascolto, fumo un po’, bevo qualcosa, faccio in modo che qualcun altro la ascolti insieme a me e se c’è da cambiare qualcosa ci lavoro di nuovo sopra, altrimenti passo ad un’altra canzone. E così via.”

Una delle tue più belle canzoni in assoluto è “Only God Can Judge Me” (‘Solo Dio Mi Può Giudicare’)…
“Ho scritto parte di “Only God Can Judge Me” in prigione. Ho scritto solo le parole, le ho scritte ascoltando la versione di Eric Clapton di “Knockin’ On Heaven’s Door”; volevo che questo pezzo suonasse proprio come “Knockin’ On Heaven’s Door”, capisci? In galera non puoi prendere in prestito cassette di musica rap e allora prendevo quello che potevo, quello che avevano la’. Così ho ascoltato ciò che la canzone significava davvero per me: ‘prendi quest’arma, non posso piu’ sparare, sono stanco’, a quell’uomo non importava neanche che Dio lo stesse guardando, diceva le cose come le sentiva veramente. In quel momento, c’era nessuno che potesse giudicarlo a parte Dio? E questa è la verità! Ecco perché sono così impertinente, perché so che nessuno mi può giudicare, nessuno, eccetto Dio. E neanche Dio puo’ giudicarmi, non fino a quando sarà finita. Lui non mi ha dato un manuale per principianti quando sono nato, non mi ha dato un libro di istruzioni, quindi niente che io possa fare su questo pianeta può essere sbagliato. Tutto ciò che io faccio potrebbe essere giusto, e sai perché? Perché le persone che fanno le regole, sono ben peggiori di me. Niente di quello che potrei fare, può essere sbagliato.”

Ci sono comunque delle regole non scritte che tutti conoscono come giuste o sbagliate, c’è un’etica che tutti conosciamo…
“Ma quella stessa etica guarda mentre la gente muore. Quell’etica sa che cosa ha fatto l’America al popolo nero, un popolo che invece di aiutarsi a rovesciare il sistema, aiuta a demolire i governi di altri paesi e allora… che vadano tutti all’inferno. Non è l’etica che guida il mondo, non è l’etica che ci tiene in scacco, ma il potere. E’ la paura di proiettili, distruzione e caos che ci fa continuare a combattere. La gente non è guidata da principi morali, perché ciò che gli ho visto fare, non è per niente… ‘morale’.”

Ma comunque devi ammettere che tutti sappiamo che cosa è giusto e che cosa è sbagliato ad un certo punto. Anche chi fa il male, lo fa sapendo però di essere nel torto, che poi lo faccia lo stesso è un altro discorso…
“Ma io continuo a non essere d’accordo con te; che cosa è sbagliato? Se ci pensi veramente… Se la persona che mette una bomba avesse ragione? Noi potremmo avere torto?”

2PAC 2

Se tu levi la vita ad un uomo è sbagliato. Non c’è discussione.
“Questo è male, vero. Ma se l’uomo in questione fosse malato e si trattasse di eutanasia? Prendere la vita di qualcuno purtroppo è normale, pensa alla pena capitale, uccidiamo persone per avere ucciso altre persone. Io uccido lui, poi loro uccidono me, e chi uccide loro? Capisci? Puoi dire che questo è moralmente giusto?”

Mai. Questo è l’errore più grosso che si possa fare e lo fanno solo i sistemi di giustizia che hanno fallito, che non sanno funzionare come dovrebbero, la pena capitale è il fallimento della giustizia.
“Il fatto è che non abbiamo morale; possiamo essere ‘moralmente’ ineccepibili e anche ‘politically correct’, ma non abbiamo morale. Come nazione, come mondo, come razza umana non abbiamo morale. Non aiutiamo mai chi non può difendersi ed è debole, stiamo con chi è il più grande. L’America è la più forte? Allora tutti amiamo l’America e tolleriamo qualsiasi cosa faccia. Le star, le celebrità potrebbero cagare sui nostri figli e non diremmo niente, Michael Jackson teneva dei ragazzini nel letto e noi amiamo Michael Jackson perché ha scritto delle belle canzoni per noi. Come razza umana non abbiamo morale, quindi non possiamo dare giudizi su nessuno. E per le stesse motivazioni, io dico non giudicatemi. Fino a che non ci saranno dei veri risarcimenti per gli indiani d’America, fino a che non si ridaranno le nazioni africane agli africani… non ci sono più africani in Africa! Solo bianchi! Gli olandesi, gli inglesi, ecc. è gente che non appartiene all’Africa! Come possiamo parlare di morale, se non esiste? Parliamo di potere. Perché il mondo si basa su questo e nient’altro. Potere e guerra. Sono le sole due cose su cui l’America, i media e i governi potrebbero darmi dei consigli, perché sono le sole cose che essi sono in grado di mostrarmi e di esibire al mondo intero.”

Siamo d’accordo che le cose stiano così, ma adesso è questione di schierarsi da una parte o dall’altra, o accetti come stanno le cose e ci guadagni, o fai la tua strada sapendo di non essere loro complice. La negatività può essere combattuta…
“Vedi, per te è negatività, per me è realtà e questa non ti dà alcuna possibilità di muoverti con la fantasia, per questo la vedi come negatività. Se io raccontassi storielle felici e leggere alla De La Soul, tu potresti pensare che io sono il nuovo Messia, visto che dipingo una situazione così piacevole, ma fra tre o quattro anni, saresti pronta a sacrificarmi, perché continueresti a cercare la bella immagine che ti ho promesso. Ma se ascolti quello che ti dico, fra tre o quattro anni sarai pronta per quello che succederà, perché te lo aspettavi: io ti preparo per quello che succederà. C’è gente che vuole vendere cinque o sei milioni di dischi e ti racconta le storielle; io li ho già venduti e non cerco certo di vendere felicità, cerco di dare consapevolezza di quello che succede. Così, quando ci saranno altre rivolte, che nessuno venga a bussare alla mia porta… Io scriverò ‘Tupac Shakur’ e tutti passeranno senza cercarmi. Perché mi sento la coscienza pulita.”

Solo un’ultima cosa: uno dei tatuaggi più impressionanti che hai è la croce che porti sulla schiena con la scritta ‘Exodus’. Che significato ha?
“‘Exodus 1831’, exodus significa ‘partenza’ e me lo sono fatto fare quando sono uscito di prigione la prima volta, non posso ancora credere di essere andato in prigione perché mi ero preso a pugni con uno, comunque… Exodus…, la fuga dalla società, l’esodo, perché ad un certo punto della mia vita, non potevo più farne parte. Avevo soldi, avevo successo, cercavo di mettermi a posto e più soldi facevo, più cercavano di mettermi in galera. Così sono fuggito. In prigione ho letto le “Confessioni” di Nat Turner che narravano la sola rivolta fatta dai neri che ottenne un vero successo e che accadde nel 1831, l’anno in cui Nat Turner e la sua gente mise sottosopra l’intera piantagione, uccidendo tutti. L’ho fatto per ricordare a tutti i razzisti e a tutti ‘sti bastardi di skinheads e simili che non tutti i neri sono pacifici e tranquilli come gli schiavi. All’America piace farci ricordare come ci avevano fatti schiavi e a me piace ricordargli che possiamo correre per le sue piantagioni, mettendo k.o. chiunque. Questo è ciò che significa per me il simbolo che ho dietro la schiena e ogni simbolo che porto, ha una storia come questa. Voglio dire solo una cosa: questa intervista non esaurirà la conoscenza dei tuoi lettori su chi è veramente Tupac, perché questo è solo un giorno nella mia vita, uno su 365 e su diversi anni, questa non è che un barlume di ciò che io sono. Quindi loro devono studiare, allenarsi, fare domande, crescere, criticare, capire, unirsi e discutere per capire a fondo le cose, per continuare ciò che io faccio. Se io fossi il messia per loro e poi mi sparassero, quando cadrò loro ritornebbero dei babbei, perché non avrebbero davvero imparato niente. Intanto che io sono qui, devono usare il cervello studiando e studiando ancora, così che quando non sarò più qui, ci siano 30.000 ragazzi, più forti di me, a continuare quello che ho intrapreso.”

Difficilmente, Tupac avrebbe potuto dire qualcosa di più profetico. Al momento di andare in stampa non conosciamo né il motivo né i nomi di chi ha commesso l’omicidio. Non possiamo far altro che rileggere ciò che ci ha detto e seguire il suo consiglio, studiare e migliorare per far sì che Tupac non sia vissuto, seppur brevemente, per nulla. E nel frattempo, mi domando come sarebbe stato Tupac Amaru Shakur se fosse nato sotto un’altra stella… keep ya head up and hold on in there, brother, only God can judge us.

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